Sotto Torchio - 22 Luglio 2022

Energia dall’Algeria, Khalid Chaouki: “E’ tempo di costruire ponti”

Aldo Torchiaro: “Buon pomeriggio e ben ritrovarti con un nuovo appuntamento di Sottotorchio per parlare di autonomia energetica, di relazioni internazionali, soprattutto nel Mediterraneo. Lo facciamo con Khalid Chaouki, che di queste questioni è un esperto. È stato anche parlamentare del Partito Democratico ed è oggi a capo della sua KC Consulting, società con la quale realizza relazioni come consulente strategico, costruendo quel ponte tra le culture, tra le civiltà, che quanto mai oggi è urgente e necessario. Ci può raccontare la sua attività in questo frangente particolarissimo? Guerra in Europa, guerra anche in Libia, anche in Paesi che si affacciano al Mediterraneo”.

Khalid Chaouki: “Ho vissuto direttamente quello che è una grande potenzialità e forza dell’Italia ma contemporaneamente c’è anche un punto debole. La potenzialità e la forza è la collocazione geografica, geostrategica dell’Italia nel Mediterraneo: un ponte tra l’Europa, l’Africa e l’Asia. E dall’altra parte, però, molte volte non siamo capaci di fare sistema rispetto a tutte queste grande peculiarità che l’Italia ha per storia, per collocazione geografica. Molte volte non ci sappiamo vendere oppure non sappiamo fare rete tra di noi e quindi oggi, dopo questi cinque anni, ho deciso di dare visibilità, di provare a mettere in rete quella che è la diplomazia parallela italiana nel mondo, cioè quello che l’Italia fa non per forza solo attraverso le sue ambasciate, ma attraverso l’economia, la cultura, le persone”.

Aldo Torchiaro: “A proposito di promozione del sistema Italia, è intanto in corso l’Expo di Dubai, dove c’è chi è stato ed ha seguito anche la valorizzazione del padiglione italiano. E poi, in prospettiva, se ne è parlato proprio ieri in Campidoglio, cioè la candidatura di Roma per l’Expo 2030. Come siamo messi a Dubai? Che speranze abbiamo per Roma?”

Khalid Chaouki: “Ma io penso che Dubai sicuramente è stato un grande successo, nonostante la pandemia. Oggi Roma si candida confrontandosi con l’Arabia Saudita e con un’altra città asiatica. Penso che ci siano delle chance molto buone per potersi promuovere e soprattutto ho visto un’agenda molto specifica che punta sulla economia verde, sulla mobilità sostenibile. Temi su cui l’Italia può sicuramente averla vinta. È molto importante però promuoversi oggi, non solo pensando noi italiani a proporci nel mondo, ma trovando quegli alleati come si fa in queste candidature. E quindi è importante tenere vive quelle relazioni con i Paesi amici e magari anche un po’ più distanti, perché in questi momenti serve mettere a frutto quella rete di relazioni che magari molte volte rischiamo di trascurare”.

Aldo Torchiaro: “Una rete di relazioni importantissima quella di cui parla Khalid Chaouki che oggi è una cintura di sicurezza perché viene meno la certezza sulla quale molti riposavano, quella del gas russo. Quindi c’è l’Azerbaigian, c’è la penisola arabica da cui può provenire petrolio e gas. E poi c’è l’Algeria, che è un importantissimo fornitore per l’Italia, del quale ci siamo quasi accorti tardi. Come mai?”

Khalid Chaouki: “Molte volte dimentichiamo che dobbiamo coltivare i rapporti con i vicini di casa e diamo per scontate alcune relazioni storiche quando queste verità vanno sempre alimentate. La storia con l’Algeria è una storia lunga, antica, nata con la lungimiranza di Enrico Mattei e con Eni e che purtroppo negli anni abbiamo trascurato guardando magari a un partner più accomodante che era anche più vicino, Putin. E quello che è successo oggi ci risveglia rispetto quella che la nostra identità mediterranea. Quindi penso che è molto importante rafforzare questo rapporto con questo partner strategico come l’Algeria. Così vale per il Marocco e per la Libia. Perché anche la Libia rischia di essere un paese di cui godiamo solo durante le tragedie”.

Aldo Torchiaro: “Tutto sacrosanto. La Libia è un grande paradosso perché è un cugino del nostro Paese del quale ci dimentichiamo sempre. So che invece è appena tornato da Tripoli, Chaouki, e quindi ha delle storie da raccontarci. Però per fare un passo indietro. In Algeria c’è appena stato, alla vigilia della crisi di governo, Mario Draghi. L’Algeria diventa il nostro primo fornitore. È un passo importante nella storia?”.

Khalid Chaouki: “Assolutamente sì ed è molto importante quello che ha detto Mario Draghi, che riflette quella intelligenza italiana che molti ci invidiano a partire dai cugini francesi e non solo, che è quello di trattare alla pari, di essere partner, alleati di uno sviluppo. Questa è stata la grande storia dell’Italia ed è molto importante che nel rapporto di un interesse, che è quello sacrosanto di di doverci rifornire, restituiamo qualcosa anche in termini di partnership”.

Aldo Torchiaro: “Anche in termini di formazione, per esempio?”.

Khalid Chaouki: “Ma sicuramente io penso che oggi c’è una bella tendenza interessante di studenti stranieri, soprattutto africani, che si stanno avvicinando alle università italiane. Penso che la formazione delle classi dirigenti di questi Paesi sia la migliore garanzia per la prosecuzione dei rapporti anche nel futuro. Ed è quello che anche con questa importante missione di Draghi si sottolinea”.

Aldo Torchiaro: “Ho la sensazione, essendo stato nei Paesi di cui parliamo, che su quei sistemi Paese, su quelle economie, abbia affondato la sua presa l’orso russo. La morsa di Putin tanto sulla Libia quanto sull’Algeria negli anni si è fatta sentire. Raccontavo prima di andare in onda un’esperienza ad Algeri e parlando di covi loro mi dicevano di essere protetti perché avevano il vaccino russo e che la sanità algerina è tutta supportata dalla Russia. Ecco, quelli sono stati dei modi per intrecciare relazioni poi difficili da liberarsi. Esiste questo problema? E possiamo aiutare Libia e Algeria a liberarsi dalla morsa russa?”.

Khalid Chaouki: “Io penso che in questi anni è mancata l’Europa, l’Europa politica, di politica estera e quindi questo spazio è stato occupato con modi non sempre democratici e non sempre concordati da parte dei russi come di altri soggetti. Oggi siamo in ritardo ma possiamo recuperare perché quello che manca ai russi è un apporto democratico. Anche i Paesi come l’Algeria chiedono oggi un dialogo che preveda anche sviluppo per le loro società, cosa che molte volte questi altri Paesi, come la Russia, non sono in grado di offrire. E penso che ovviamente l’Europa o l’Italia oggi mantiene un grande savoir faire e una grande competenza tecnica. Un mondo della manifattura come quello delle nuove tecnologie e cybersecurity sono tutte questioni dove per fortuna ancora oggi noi abbiamo una leadership occidentale e su questo possiamo tornare utili e recuperare questo gap, questo ritardo non solo nel conflitto politico, ma attraverso una diplomazia nuova che valorizzi anche tanti italiani”.

Aldo Torchiaro: “Per fare questo c’è uno strumento che possiamo trovare a cura di Khalid Chaouki, INDiplomacy Italian Network Diplomacy. Che cos’è e che cosa ci troviamo?”.

Khalid Chaouki: “E’ uno sforzo di mettere insieme, almeno a livello di comunicazione, quel sistema Italia che spesse volte è frammentato. Trovate le tante storie positive di diplomazia parallela da parte delle istituzioni, ovviamente, ma anche della cultura, del business, delle persone. Perché sono tanti gli italiani ambasciatori dell’Italia nel mondo ma magari abbandonati. Io ricordo la storia incredibile del direttore della facoltà di Giurisprudenza di un’università femminile in Bahrein, un professore di Napoli che per cinque anni ha rivoluzionato quell’università da napoletano che si era innamorato di quel paese. C’è una rete di italianità nel mondo che andrebbe oggi rafforzata, sostenuta, e in questo modo, tornando al mio vecchio mestiere di giornalista, proviamo a raccontarlo in italiano, inglese e arabo”.

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