Osservatorio Sanità - 22 Agosto 2022

Elezioni 2022, Bassetti: “I partiti hanno paura a parlare di vaccini in campagna elettorale”

Marconi: “Salve a tutti sono Chiara Marconi per Osservatorio Sanità. Oggi siamo in compagnia del professor Matteo Bassetti, direttore del San Martino di Genova. Salve, professore”.

Bassetti: “Buongiorno, buongiorno a lei”.

Marconi: “La domanda ovviamente è: “Non si è fatto tentare dalla politica?” Lei preferisce la professione di medico a quella di politico? Ci può dire che cos’è che si aspetta da queste elezioni e confermare e commentare soprattutto questo dato?”

Bassetti: “Ma guardi, da questa elezione mi aspetto molto poco, perché mi pare che gli inizi delle schermaglie elettorali sono esattamente l’antitesi di quello che un medico dovrebbe dovrebbe fare. Ed è una delle ragioni per cui ho deciso di rimanere fuori. Una delle tante, oltre al fatto che amo profondamente il mio lavoro e voglio continuare a farlo. Credo che questa campagna elettorale si stia animando di tutto ciò che un medico non vorrebbe vedere, scienza e soprattutto anti scienza. Allora ricordiamoci una cosa fondamentale che la scienza è un diritto fondamentale da difendere, che è stato sancito nel 1948 dall’organizzazione da dall’Onu. Quindi non è stato sancito. E dice esattamente che ogni volta che la politica entra a gamba tesa nella scienza viola viola un diritto sancito inalienabile da parte del dell’Onu. Quindi attenzione, perché il progresso scientifico è un qualcosa che noi dobbiamo ai nostri cittadini e vuole tornare indietro come qualcuno sta facendo anche in politica, sposando tesi anti scientifiche come quelle, per esempio, sui vaccini o su tante altre cose. Non è esattamente quello che io avrei voluto vedere in una campagna elettorale che che ci porterà ad avere una nuova composizione nuovo Parlamento. Quindi diciamo che siamo partiti col piede sbagliatissimo dal punto di vista medico scientifico. Io sono molto contento di non far parte di questa competizione perché è una competizione al ribasso e non al rialzo. E quando c’è una competizione al ribasso io io preferisco evitare di starci”.

Marconi: “Ma si riferisce per caso a Crisanti?”

Bassetti: “No, non solo. Mi riferisco a tante posizioni che sono state prese anche, addirittura, da noi. Abbiamo partiti candidati alle elezioni che hanno nel loro simbolo il divieto sul vaccino, che sono contro Greenpeace. Candidati che evidentemente prima hanno detto una cosa e adesso ne stanno dicendo un’altra. Esattamente l’opposto di quella che hanno detto prima l’incoerenza. Ecco, certamente il collega Crisanti si poteva risparmiare alcune uscite fatte nella prima giornata di annuncio della campagna elettorale. Diciamo, quindi, potrei dare un consiglio almeno se le tenga, visto che abbiamo davanti a noi ancora un mese e tre giorni o quattro giorni. Insomma, voglio dire, mi pare che ci siano ancora molte cose da dire, se si spara a tutto in un giorno, poi non so che cosa potrà dire dopo. Anche perché presta il fianco, evidentemente molto, a chi critica i cosiddetti tele virologi, di cui certamente ho fatto parte anch’io. Però qualcuno pensa e dice ma allora questi sono andati in televisione a spiegarci cosa fare soltanto per ritagliarsi popolarità per utilizzare le elezioni? Ecco, questo, certamente bisogna. Bisogna dire che chi è, che molti lo pensano ed è una delle tante ragioni. Ripeto, ho già detto all’inizio per cui ho fatto una scelta di stare qua, dove sono adesso, su questo, su questa cattedra che ho tanto sudato e che voglio tenermi stretta”.

Marconi: “Paradossalmente, se dovessero arrivare dopo le elezioni delle proposte ministeriali, lei dov’è che vorrebbe andare ad agire immediatamente?”

Bassetti: “Ma guardi, io tanto le chiarisco che io non ho la smania di venire a Roma a fare il politico, perché qua sembra che io mi sia autocandidato a fare le misure. Io sono ben felice di continuare a fare lavoro qua nella mia università, con i miei studenti, i miei pazienti, per cui non ho una libidine particolare a cambiare mestiere. Dopodiché tanto vedremo da chi arriverà la proposta, perché evidentemente non è che vorrei capire da chi arriva e certamente io vorrei che a governare questo Paese ci fosse chi mette in cima alla lista dei problemi la medicina, la scienza e la medicina dell’evidenza e non chi oggi con la scienza ci fa a pugni. Questa è la prima cosa importante, dopodiché ci sono tante priorità, tanto c’è da cambiare un po’ di regole su Covid – che secondo me oggi è ancora troppo burocratizzato – e quindi provare un po’ ad alleggerire le catene. Le regole vanno sicuramente cambiate e modificate, forse in alcuni casi anche eliminate a molte restrizioni che sono ancora nei documenti e quindi che potrebbero tornare fuori. Penso alla mascherina a scuola per gli studenti che è impresentabile e mi auguro di non vederla più. C’è da cambiare anche qualcosa, forse sul discorso vaccinale, una struttura di raccordo con le Regioni che si occupa dei vaccini e dei farmaci. Tutte cose che abbiamo imparato a vedere funzionare molto bene con con figlio. E ci rendiamo conto di quanto oggi una struttura del genere manchi. E non è possibile avere una struttura commissariale solo se sei in emergenza. Noi dovremo avere una struttura simile a quella che aveva figliolo di collegamento tra periferia e centro, a prescindere dal fatto che ci sia un’emergenza. Poi queste sono alcune cose relative al cavo e poi ce ne sono tante altre dal punto di vista diciamo di una riorganizzazione anche di quella che è il piano di spesa per i prossimi anni. Pnrr? Io credo trovo sbagliato quello di avere investito nelle case di comunità, negli ospedali di comunità. Bisognava prima di tutto capire perché noi oggi non abbiamo. Abbiamo problemi coi medici, per esempio anche in ospedale. Allora le case di comunità prevedono che ci siano medici disponibili, medici e infermieri h24 sette giorni su sette. Ma qualcuno che ha scritto quella legge è mai andato a guardare cosa succede nei concorsi ospedalieri dove noi evidentemente oggi non abbiamo medici che vi partecipino? Allora la domanda che dobbiamo fare è è sufficiente oggi il numero di medici e di medici specialisti che l’Università mette a disposizione del Sistema sanitario nazionale? Assolutamente no. E quindi su quello bisognava agire, bisognava cambiare qualche cosa”.

Marconi: “Lei ha parlato a più riprese anche del numero chiuso a Medicina. Ci vuole spiegare?”

Bassetti: “Devo dire che un argomento che io porta avanti da tempo, quindi non è una questione di oggi, ma io trovo che la modalità di selezione dei migliori cervelli italiani sia profondamente sbagliata, perché il quiz che i ragazzi fanno è un quiz che non premia le migliori menti. Premia semplicemente chi in qualche modo studia meglio quei quiz, magari anche in maniera mnemonica. Dopodiché molti partecipano a dei test, ad a dei corsi preparatori, al test che costano anche molti soldi, distraendo evidentemente l’attenzione nell’ultimo anno, nell’ultima lettura, l’anno prima della fine del liceo o di un istituto tecnico, momento che dovrebbe essere dedicato a quello studio. Dopodiché vogliamo fare un test di prontezza dove andiamo a valutare realmente l’intelligenza del ragazzo e la valutazione. Allora dobbiamo cambiare profondamente questi test, perché questi test vertono unicamente su fisica, chimica, biologia e matematica. Allora le materie che vengono insegnate nei primi due anni a a medicina? Allora io dico questo apriamo a tutti. È chiaro che bisogna rendere il sistema organizzato per fare tutto questo, perché si tratta di migliaia di studenti, ma tanto le materie dei primi due anni sono materie che non hanno bisogno di nessun tipo di tirocinio, perché le materie di primo piano e sono chimica, fisica, biologia, istologia, anatomia, cose perché non hanno bisogno di andare nei reparti a visitare il malato. Quindi si può tranquillamente trovare il modo di fare delle aule più grandi, oppure anche la modalità in remoto, per esempio, che può aiutare i primi due anni. Dopodiché, se tu non sostieni tutti gli esami dei primi due anni, sbarramento e blocco per l’iscrizione al terzo anno, con la possibilità di andare fuori corso unicamente un anno. Questo sarebbe uno strumento molto selettivo delle migliori menti, non di chi ha studiato di più per i test di ammissione. Come fanno nel resto del mondo. Prendiamo i francesi: non hai completato gli esami del primo biennio? Non puoi accedere al terzo. In questo modo avremmo una facoltà di medicina divisa in due. Un primo biennio molto teorico, il secondo quadriennio più pratico. Certamente c’è un altra idea. C’è chi dice che i problemi sono le specializzazioni…e invece no. Io vedo che per le specializzazioni spesso avanzano dei posti”.

Marconi: “Per tornare alla politica. Si parla tanto di campagna elettorale ma poco di campagna vaccinale…”

Bassetti: “Mah, la campagna elettorale non la sta aiutando molto la campagna vaccinale. Ci sono partiti che hanno paura di parlare di vaccini perché evidentemente dovrebbero prendere una posizione. Io spero che ci dovrebbe governare questo Paese prenda una posizione chiara e coerente sulla vaccinazione. Poi, quando si parla male delle vaccinazione per il Covid si fa un cattivo interesse anche per tutte le altre vaccinazioni (varicella, morbillo etc). La campagna vaccinale è importante, è stata un fallimento totale quella della quarta dose. Bisogna che qualcuno lo dica che i medici vadano ascoltati un po’ di più. Non si parte con la campagna vaccinale sotto l’ombrellone”.

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