Fatela Finita - 26 Luglio 2022

Bimba morta di stenti a Milano, Sansonetti: “La madre ha problemi psichiatrici ma il pm indaghi invece di fare commenti con la stampa”

Per la rubrica Fatela Finita su Riformista Tv con il direttore de Il Riformista Piero Sansonetti, Hoara Borselli approfondisce sul caso di cronaca che ha visto coinvolte una madre Alessia Piffari e la piccola Diana.

“La donna – racconta Borselli – avrebbe lasciato la piccola Diana da sola, morta poi di stenti. L’opinione pubblica in genere si spacca. Qual è il sentimento dominante? Come può una madre, che per definizione tende a dover protegger il proprio figlio, arrivare a fare ciò? La donna ha detto allo stesso Pm di avere l’esigenza di stare una settimana col compagno. Sono andati per sagre. E poi anche a Milano, dove non ha neanche pensato di andare a trovare la figlia. Era consapevole che sarebbe morta”.

Prosegue Borselli sul comportamento della donna: “Il primo commento è che non sia capace di intendere e di volere. Non è normale che una donna lucida possa fare una cosa del genere”.

Se ci si sia il rischio che l’imputazione di tali gesti alla follia sia motivo troppo spesso di giustificazione, il direttore Sansonetti: “Credo che su queste vicende ci vorrebbe una grande sobrietà anche da parte della stampa. Non silenzio ma neanche la voglia di attirare lettori o ascoltatori. Questa è una storia molto difficile da capire. Come si fa a capire una mamma che lascia una settimana il proprio figlio di un anno e mezzo solo con un biberon e due goccine di calmante?”.

A proposito della dichiarazione del pm: “Sono rimasto francamente molto colpito. Ma i pm devono fare dichiarazioni in questo caso? Perché non indagano? Cosa vuol dire un pm che sta indagando su un delitto così terribile che dice ‘quella donna era senza scrupoli. Può essere capace delle più feroci atrocità’. Ma chi sei il cofessore? Il suo compito è soltanto indagare”.

Risponde Borselli: “E’ giusto che il pm svolga il proprio lavoro. Tuttavia, non appena ha ascoltato le dichiarazioni della donna, ha evidenziato la lucidità nelle dichiarazioni della madre. ‘Sapevo benissimo quale rischio avrebbe corso mia figlia però per me era più importante preservare quel rapporto’. Probabilmente ha ravveduto una certa volontà nella donna”.

Sansonetti: “Il pm dovrebbe occuparsi delle indagini e non delle dichiarazioni della stampa. Dopodiché io sono convinto che una mamma che uccide o lascia morire in questo modo il proprio bambino ha dei gravissimi problemi psichiatrici. Non si tratta di indagare su un delitto misterioso. Questo è un delitto evidentissimo. Non c’è molto da scoprire su come sono andate le cose, Proprio le dichiarazioni della madre che tiene più a stare col compagno che alla vita del bambino dimostra che ci sono dei problemi psichiatrici”.

Borselli ritorna sul periodo della gravidanza nascosta da parte della donna. “Fin dall’inizio – spiega Borselli – non ha accettato la presenza di questa bimba. Ha nascosto la gravidanza. Di solito una mamma ne è sempre fiera, orgogliosa. Esibisce la propria pancia, raccontandolo come un miracolo meraviglioso. L’ha nascosta anche a questa sorta di compagno, partorendo nel bagno. Si dice che si sia inventata anche il battesimo per ricevere dei regali. C’è una proprio una tendenza da parte della donna a considerare la bimba un elemento di disturbo, di cui doversi liberare”.

“Si dice – racconta – non sia stata neanche la prima volta ad aver lasciato la bambina da sola, anche un paio di giorni. Evidentemente era un comportamento reiterato, non un raptus determinato dalla follia”.

Sansonetti: “Non credo fosse un raptus. Credo piuttosto sia una donna disturbata psichicamente da molto tempo. Tutti i suoi atteggiamenti dimostrano questo. Da come ha gestito la gravidanza. Quello che mi stupisce è che nessuno se ne fosse accorto”.

Perché appunto nessuno se ne sia accorto, partendo dalla nonna. Borselli: “Dice che la figlia è un morso. Ma ci viene da chiedere quale rete avesse questa donna da arrivare a trascorrere una settimana col compagno lasciando la figlia a qualche caro o vicino. Sembra la storia di una persona totalmente isolata. Perché a nessuno è venuto in mente di chiamare i servizi sociali?”

Sansonetti: “Come questo può accadere in una società così comunicativa come la nostra, nella quale si riesce a sapere tutto? Nessuno si è accorto che questa persona aveva dei problemi psichiatrici gravissimi”. Sul dopo, prosegue Sansonetti: “Si dovrebbe discutere adesso su cosa si fa in questi casi. Se l’ergastolo o la cura, o ancora l’ospedale psichiatrico. Su questo l’opinione pubblica si divide subito. Credo che ci sia questo riflesso condizionato dell’opinione pubblica che quando vede un delitto particolarmente efferato si esalta anche perché dice ‘io non sono così’.

Borselli: “Davanti a episodi del genere, da madre e con tutto il garantismo che posso mettere in campo l’idea di una bambina di 18 mesi lasciata in casa, morta di fame e di sete, l’istinto è quello di dare giustizia a questa bimba. Questa donna deve pagare in qualche modo”.

Conclude Sansonetti: “Provo pena per questa bambina e anche per questa mamma”.

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