Attenti a quei due - 25 Agosto 2022

Attentato Dugina, Kiev legittima il terrorismo in Occidente. Atto gravissimo per il mondo

Era troppo facile prevedere che dalla guerra il passo verso il terrorismo sarebbe stato ovvio, spontaneo e veloce. Però l’attentato a Daria Dugina ha fatto precipitare la situazione in maniera molto più veloce e incredibile, preoccupante. Ieri il Papa ha parlato delle vittime innocenti della guerra come quella giovane ragazza che ha saltata in aria a causa di una bomba, ma non ha citato la Dugina. C’è stata una protesta dell’ambasciata di Kiev perché secondo loro il pontefice ha messo sullo stesso piano aggrediti e aggressori. Con questa tesi l’ambasciata di Kiev in Italia sta dicendo che l’aggressore ovvero la ragazza saltata in aria è stata uccisa da un’aggredita, ovvero la militante ucraina. In pratica ha rivendicato l’attentato. Cosa significa questo? Una cosa gravissima per il mondo.

Finora noi abbiamo combattuto il terrorismo islamico dicendo che se si portano le guerre altrove si commettono atti che non possono più essere controllati. Adesso gli islamici possono tranquillamente dirci che lo facciamo anche noi. Quando la questione è appoggiata dall’Ucraina oppure, ancora peggio, dalla Nato e dagli Stati Uniti, lo facciamo anche noi il terrorismo.

La legittimazione di questo atto avvenuto a Mosca è una legittimazione del terrorismo in Occidente. Ci sono due modi per vedere l’Occidente. Sento dire che l’Occidente è democrazia e sta combattendo contro le autocrazie ma non è così. Ci sono almeno due visioni dell’Occidente: quella di Washington che coincide con quella di Draghi per le parole utilizzate a Rimini, e quella del Papa.

Questa cosa è chiara e bisogna rifletterci perché l’occidente libero e democratico però non violento è una cosa, l’occidente che invece rivendica il terrorismo come utile e necessario è una cosa diversa. Si tratta di un occidente ricco, potente, militarista che crea consenso nell’opinione pubblica ma che non rappresenta la libertà dei buoni contro i cattivi . Inoltre l’attentatrice è una militare ucraina mandata in un centro addestramento Nato in Estonia e poi fatta scappare in Austria perché non è un Paese Nato e quindi non provoca conseguenze. Insomma qui si tratta di terrorismo organizzato.

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