Hoara s'è destra - 2 Dicembre 2022

Proteste in Iran, Borselli: “Far sentire la nostra voce per non essere complici del massacro”

Quattrocentosedici, di cui cinquanta minori, sono le vittime del regime iraniano morte perché hanno protestato contro l’uso obbligato del velo. Tra queste, l’ultima, è stata Mahak, una sedicenne che è stata ammazzata per aver indossato un cappellino da baseball. Un atteggiamento provocatorio a sostegno delle manifestazioni.

C’è un mondo di donne che si vuole autodeterminare, un mondo di donne che si vuole ribellare ad un sistema che a loro non sta bene. Non vogliono l’obbligo di indossare il velo, e stanno mettendo la loro vita in piazza affinché possano vincere questa battaglia.

Il silenzio delle nostre femministe stride pesantemente perché non solidarizzano in alcun modo con queste donne. Da settimane le progressiste, le sedicenti femministe, scendono in piazza a protestare per qualunque cosa riuscendo a non solidarizzare minimamente con quello che sta accadendo in Iran.

Quando mi espongo personalmente su questi temi mi viene detto: “Tanto non risolvi nulla”. Avete ragione, probabilmente non cambierà nulla ma dare voce con coraggio e dire ‘io non ci sto, non voglio essere connivente con il mio silenzio riguardo a ciò che sta accadendo a queste ragazze’.

Far sentire la nostra voce, anche se non risolverà loro il problema, significa non essere complici di quel massacro.

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