Hoara s'è destra - 2 Settembre 2022

Caro bollette, Hoara Borselli: “Il fallimento di un’impresa è il fallimento di un’intera società”

Con Il Riformista abbiamo voluto fare un reportage, siamo andati a Napoli, abbiamo voluto parlare, vedere e toccare con mano quella che è la situazione, drammatica, che stanno vivendo i commercianti. Gli esercenti ce lo stanno dicendo, gridando, ‘non ce la facciamo più, siamo a rischio di chiusura, stiamo cercando di fare il possibile per cercare di salvare la nostra attività, quello che è il lavoro di una vita, il lavoro nel quale abbiamo investito tutto quello che avevamo’. Ma, ci dicono, siamo arrivati a dei livelli assolutamente insopportabili.

Sono troppe le spese, le bollette sono decuplicate, ci sono dei bar che da 400 euro sono arrivati a dover pagare bollette da 2.000 €. E voi capite che è insostenibile una situazione del genere, dal momento, poi, che si esce da un periodo drammatico per quanto riguarda le attività commerciali, il periodo della pandemia, che ha visto numerose chiusure, tantissime attività che non hanno più alzato la saracinesca. Imprese che ad oggi dicono che forse hanno si e no un’autonomia di un mese, di due, e poi saranno costrette a chiudere. Cosa vuol dire quando chiude un’impresa? E’ un fallimento, il fallimento di una politica, il rischio oggettivo che famiglie possano andare a casa, quindi disoccupazione e questo non ce lo possiamo permettere.

Ora lo stiamo vedendo in campagna elettorale. Tutti i politici si stanno affannando, per cercare una soluzione per recuperare dei soldi, per cercare di tamponare questo periodo drammatico. Lo vediamo nelle piccole cose, nell’andare a fare la spesa con 50€, forse una famiglia di quattro persone riesce a soddisfare il fabbisogno di un giorno, forse al massimo due, con questa cifra. E questo con i salari, gli stipendi che ci sono, è assolutamente insopportabile. Quindi i politici stanno dicendo come? Come possiamo fare? Però si sottovaluta un elemento che è l’elemento guerra, perché, dico, si sottovaluta, forse perché si è sempre considerato lontano da noi.

Ecco, oggi ci stiamo rendendo conto che la guerra ce l’abbiamo in casa, forse con troppa leggerezza si è parlato di sanzioni, io da sempre ho sostenuto – perché la storia lo dice – che nessuna sanzione ha mai fermato una guerra, nessuna sanzione ha mai fatto cadere un dittatore. E oggi noi di cosa ci stiamo accorgendo? Che purtroppo le sanzioni, come volevasi dimostrare, stanno colpendo più noi che la Russia e lo stiamo pagando veramente a caro prezzo. Per andare a tamponare questa situazione c’è bisogno di una diplomazia forte, che faccia finire questa guerra, altrimenti da questo delirio non ne usciremo mai.

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