Giustizia - 20 Novembre 2021

La reazione di Kyle Rittenhouse dopo l’assoluzione: uccise due manifestanti anti-razzisti

“Not guilty”, “Not guilty”, “Not guilty”, “Not guilty”, “Not guilty”, “Not guilty”. Non colpevole ripetuto dalla giudice 5 volte. Kyle Rittenhouse oggi ha 19 anni, ma ai tempi della manifestazione di Kenosha nello stato del Wisconsin quando si sono svolto i fatti solo 17. Ieri venerdì 19 novembre, è stato prosciolto dall’accusa di aver ucciso due manifestanti, Joseph Rosenbaum, 36 anni e Anthony Huber, 26 anni, e di averne ferito un terzo, Gaige Grosskreutz, 28 anni.

Kyle rischiava l’ergastolo per omicidio e altri quattro capi di imputazione. La sentenza che lo lascia un libero cittadino sta suscitando emozioni e proteste. Fuori dal tribunale di Kenosha, cittadina del Wisconsin, si stanno raccogliendo i manifestanti. Fino a tarda sera la situazione è sembrata sotto controllo. Ma le autorità aspettano con preoccupazione le prossime notti: le frange più violente potrebbero assaltare negozi o edifici pubblici. Il governatore del Wisconsin, il democratico Tony Evers, ha già mobilitato 500 militari della Guardia Nazionale, per ora in attesa fuori città.

La famiglia di uno dei giovani uccisi, Anthony Huber, ha diffuso una nota: “Non c’è stata giustizia per Anthony e per le altre vittime”. La giuria ha accolto la tesi dei legali di Kyle: il ragazzo agì per legittima difesa: “Fu ripetutamente attaccato e sparò per salvarsi la vita”. Rigettati tutti gli indizi messi insieme dalla Procura, anche grazie all’utilizzo dei droni. Secondo il pubblico ministero, “Rittenhouse era in cerca di guai, quella notte, insieme con i suoi compagni della milizia”.

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