Giustizia - 3 Febbraio 2023

Caso Cospito e 41bis, Giachetti: “Pd in imbarazzo per visita in carcere, era cosa giusta da fare. Perché non rivendicarla?”

Cari amici. Siccome molti mi hanno scritto per sapere qual è la mia posizione sul 41 bis, oggi me lo chiede pubblicamente sul giornale Il Riformista anche il suo direttore Sansonetti. Io penso che il 41 bis vada superato, voi direte ‘ma in questo allora la pensi diversamente da Renzi Italia Viva Italia?’. Sì, come può accadere, io la penso diversamente. Voglio semplicemente dirvi che come molti riconoscono e come dice anche la Corte europea diritti umani, e in qualche modo anche la Corte Costituzionale, il 41 bis è una forma di detenzione – quello che viene chiamato il carcere duro – che è una ferita per la nostra Costituzione, per il nostro precetto costituzionale, è un sistema che qualcuno ha definito molto borderline rispetto alla tortura, e è nato in un preciso momento del nostro Paese con gli attentati a Falcone e Borsellino e che doveva durare tre anni e che poi invece è diventato da norma speciale come nasceva a una norma ordinaria. E cioè nonostante le cose siano cambiate, non solo dal punto di vista dell’organizzazione delle attività criminali, ma anche da quelli che sono gli strumenti attraverso i quali si può e si deve agire per contrastarle, è diventato una norma ordinaria.

Ecco io penso che sia giunto il momento di fare una riflessione sul 41 bis, per abolirlo? Per superarlo? Per modificarlo? Non lo so, questo si può capire, ma fare una riflessione. E penso che tutti coloro che ritengono utile fare una riflessione su questo non possano e non debbano essere considerati conniventi con la mafia o col terrorismo perché semplicemente vogliono aprire un dibattito su una forma di detenzione che qualcuno di noi ritiene non essere più rispondente a quelle potevano essere delle esigenze speciali di un tempo.

Detto questo rispetto al caso Cospito io quello che penso è che al di là di tutte le valutazioni che ho fatto sul 41 bis in questo caso l’errore è stato proprio applicare 41 bis. Perché le ragioni che motivano l’applicazione del 41 bis – cioè la possibilità di non parlare con un sistema organizzato che c’è fuori dal carcere – a mio avviso non corrispondono minimamente a un detenuto che ha commesso i suoi reati, ovviamente è una anarchico insurrezionalista, ma che non ha palesemente un’organizzazione come può essere considerata l’organizzazione mafiosa, che ci sono altre possibilità di detenzione comunque non ordinarie, come per esempio la massima sicurezza (peraltro lo dice anche la DNA nella informativa che manda a Nordio) e che quindi sia stato sbagliato all’origine.

Quindi il tema di togliere il 41 bis a Cospito per me non è un problema umanitario, per la salute e via dicendo, è proprio perché è sbagliato. È stato sbagliato fin dall’inizio darglielo e sarebbe utile che lo Stato nel momento in cui si rende conto che ha commesso un errore, ripara attraverso le forme che sono sotto gli occhi di tutti. La Cassazione dovrebbe decidere il 24 febbraio, sperando intanto di non essere riusciti a farlo diventare un martire, o attraverso le decisioni del ministro della Giustizia.

Però c’è un’ultima cosa che vorrei dirvi e che riguarda invece (la visita dei deputati Pd a Cospito nel carcere di Sassari )– e ci tengo molto perché io vado spesso a trovare i detenuti in carcere – e quello che a me lascia allibito è che di fronte a una cosa che il Partito Democratico ha fatto e che io ritengo giusta, cioè andare in delegazione a visitare a Sassari Cospito, di fronte alle accuse di Fratelli d’Italia e del Fatto Quotidiano il Partito Democratico quasi si vergogna.

Innanzitutto diciamo, quando Cospito ha detto ai deputati del Partito Democratico “prima di parlare con me dovete parlare con gli altri titoli a 41 bis”, non dovrebbe essere Cospito a dirlo, dovrebbe essere normale che una delegazione che va in carcere non va a incontrare un singolo detenuto, va a incontrare la comunità carceraria che è fatta dalla polizia penitenziaria, dei detenuti, dal volontariato, dagli assistenti sociali, dai medici dell’Asl e via dicendo. Incontra ovviamente anche detenuti, non un solo detenuto.

Noi quando andiamo con Rita Bernardini e con radio Radicale a fare le visite in carcere ci stiamo due, tre, quattro ore, perché cerchiamo di incontrare tutti i detenuti per quello che è possibile a seconda del carcere. Cospito sta facendo una battaglia politica non violenta (lui che ha sparato, ha tirato le bombe e ha scelto questa strada), per contestare e chiedere la abolizione del 41 bis che incide direttamente sulla sua vita in carcere. Perché la funzione delle visite parlamentari è anche di verificare quali sono le condizioni di vita detenuti, e la sua battaglia la sta facendo perché dice che le sue condizioni di vita e quelle di tutti gli altri detenuti (e va dato atto a Cospito che non pone il problema soltanto di sé stesso, ma fa un discorso generale sul regime del 41 bis) è una battaglia politica che riguarda la qualità della vita in carcere e detenuti.

E per quale motivo adesso il Partito Democratico in imbarazzo? Dice “no, no. Noi siamo andati soltanto a vedere quali erano le condizioni fisiche, non ci siamo messi a parlare con Cospito del 41 bis e delle sue ragioni e della sua battaglia per 41 bis”. E per quale motivo ti devi vergognare di avere parlato con uno che sta facendo una battaglia in carcere contro il 41 bis perché lo ritiene degradante, perché lo ritiene per la sua vita nel carcere devastante, perché ti devi vergognare? Perché una volta che fai una cosa giusta non la rivendichi?

Ecco io vorrei semplicemente dirvi che certe volte rimango allibito. In questo modo si rischia di depotenziare anche il sistema delle visite in carcere, il valore delle visite in carcere, semplicemente perché si è talmente in difensiva e ci si vergogna e quindi non si è convinti di quello che si fa, che immediatamente come esce un articolo di giornale del Fatto Quotidiano o una denuncia di Fratelli d’Italia, ci si vergogna e ci si gira dall’altra parte. Io penso che la politica non possa essere così, e non si debba fare così.

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