Riformista tv
Sotto Torchio - 2 Maggio 2022

Vigilanza, Anzaldi (IV) su intervista in ginocchio a Lavrov: “Conduttore costretto, in Italia esiste centrale di disinformazione”

Ospite della rubrica Sotto Torchio condotta dal giornalista Aldo Torchiaro su Riformista Tv, Davide Anzaldi (IV), segretario della Commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la Vigilanza dei Servizi radiotelevisivi.

Argomento del giorno l’intervista del ministro degli esteri Lavrov da parte del giornalista Giuseppe Brindisi a Zona Bianca su Tg4 nella serata del primo maggio: “Si è trattato di una brutta intervista. Dobbiamo ricordarci che questa è una guerra che si combatte anche a mezzo dei social, una guerra dove entrambi gli schieramenti non danno notizie vere. Questa è una guerra di propaganda”.

Con un angolo stretto sull’intervista di Brindisi a Lavrov: “Ha buttato un anno di lavoro, basato sulla presenza di contraddittori. Per la prima volta non c’è stato. Qualcuno lo ha costretto a bere la mistura sbagliata”.

Se esista una centrale della disinformazione in Italia, se qualcuno suggerisca ai conduttori e agli autori chi invitare nelle trasmissioni: “Certo che esiste. Questa non è una guerra lampo. Una guerra lampo se ne può fregare della disinformazione. Questa è una guerra che sta durando troppo. Questo per un politico vuol dire consenso che sale o che scende. E allora deve subentrare la propaganda sennò io non vengo rieletto o peggio. Può succedere una rivoluzione interna. È chiaro che devi alimentare propaganda sia interna che esterna. Anche se vinci la guerra, poi non porti a casa niente”.

“Per evitare queste situazioni – ha spiegato Anzaldi – noi paghiamo il canone. L’informazione purtroppo oggi in Rai non c’è. L’informazione sta nella tv commerciale che può cadere in questi errori. Se si può parlare di errori, perché magari essendo una tv commerciale ha dei problemi commerciali”.

La discussione volge poi sulla Rai: il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano ha parlato alla convention di Fratelli d’Italia. Se il direttore si dimetterà: “Questo lo deciderà il Cda. E sarebbe bello che lo decidesse l’Ordine dei Giornalisti. È normale che al lancio di una grande iniziativa politica partecipi il direttore di un grande giornale, pagato col canone dagli italiani, per fare il giornalista. Non è normale che il direttore, il giornalista vada a fare il politico e faccia un comizio. Diversamente, i parlamentari che l’hanno ospitato dicono abbia fatto una lezione. È normale allora il fatto che uno che fa il giornalista vada a fare una lezione di politica?”

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