Napoli - 26 Novembre 2021

Viaggio nei bipiani di Ponticelli, tra amianto e degrado: “Siamo qui da 30 anni ma è come se fossimo invisibili”

Questi alloggi sono stati costruiti dopo il terremoto dell’80, si tratta di strutture nate in emergenza e che quindi rappresentavano una soluzione temporanea e invece sono qui da trent’anni – racconta Xhesika Kolici, studentessa 25enne e attivista ventiquattrenne residente nei Bipiani – A maggio abbiamo ricevuto la notifica di sfratto, ma per il momento è stata congelata. Ad agosto, invece, ci è arrivata una delibera che ci indicava come “futuri occupanti” e “aventi diritto alla casa”. Questo perché avevamo ottenuto dei fondi da investire per la ristrutturazione, ma a oggi non c’è un progetto per noi». Nessuna soluzione, e nel frattempo lì si muore di tumore. «Non si può vivere nell’amianto e l’emergenza sanitaria è evidente a tutti – continua Xhesika – È sotto gli occhi di tutti che le istituzioni in questi anni non hanno fatto niente. Sui Bipiani ci sono stati dei ritorni a più riprese soltanto quando va in scena la campagna elettorale, ma poi si è sempre tornati all’abbandono – osserva amareggiata- Noi non siamo l’amianto che costituisce queste strutture, siamo persone. È arrivato il momento di togliere il velo che è stato utilizzato finora per coprire quest’altra parte della città: ora mi aspetto che la nuova amministrazione legga le carte che abbiamo prodotto e trovi una soluzione».

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