Cronaca - 10 Gennaio 2022

Vaccino nella spazzatura, così l’infermiere ‘immunizzava’ i pazienti

Arrivavano da tutta Italia per ottenere il green pass mediante false vaccinazioni. Destinazione finale: Ancona. Nel capoluogo marchigiano un infermiere professionale 51enne fingeva di somministrare il vaccino all’interno del box del punto vaccinale nell’impianto sportivo ‘Paolinelli’ di Ancona, l’hub vaccinale più grande delle Marche, gettava via il siero e applicava il cerotto, sviando così l’attenzione anche del medico responsabile. A provarlo ci sarebbero le intercettazioni e riprese video effettuate all’interno del centro vaccinale. Le dosi di vaccino, invece di essere inoculate, finivano nel cestino e all’interno del contenitore dei rifiuti sanitari, il cosiddetto ‘agobox’.

L’infermiere è stato arrestato, mentre altre quattro persone sono finiti agli arresti domiciliari, tra cui un 53enne avvocato con studio ad Ancona, per le accuse contestate di corruzione, falso ideologico e peculato, continuati e in concorso a vario titolo con altri 45 indagati, a cui è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Le quattro persone finite ai domiciliari sono accusate di aver fatto da intermediari e, grazie ai rispettivi ambiti di lavoro e di conoscenze, avrebbero indicato a chi richiedeva il green pass senza sottoporsi alla vaccinazione. Secondo le prime informazioni ognuno di loro, tramite i presunti intermediari, sarebbe stato in qualche modo veicolato per la ‘vaccinazione’ all’infermiere, e avrebbe pagato circa 400 euro per ottenere la certificazione dopo la finta somministrazione. L’infermiere nella maggior parte dei casi non aveva conoscenza diretta delle persone che si presentavano per la falsa vaccinazione.

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