Sotto Torchio - 31 Maggio 2022

Ucraina in Ue, Tabacci: “Macron dice 15 anni? Draghi si impegna su tempi più brevi”

Per l’approfondimento di Riformista Tv con Sotto Torchio, Aldo Torchiaro intervista l’onorevole Bruno Tabacci, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Tabacci ha una delega alla programmazione economica in un momento sicuramente non facile, da un lato l’incognita del Covid dall’altro quello della guerra in Ucraina. Il sottosegretario: “Questo rende le cose molto più complesse. Ma dobbiamo vivere il tempo che c’è dato, assumendoci la responsabilità del caso. Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale il paese ha saputo rinascere”.

Sull’attuazione del Pnrr: “Siamo in perfetta linea coi tempi. Abbiamo 526 questioni alle quali dover rispondere da oggi, sino al 31 dicembre 2026. Lo stiamo facendo su base semestrale. E tanto il 2021 quanto il 2022 vedono la perfetta interpretazione di quelle modalità.

L’onorevole ha un lungo corso politico. Dunque, un ricordo di Ciriaco De Mita: “Uno dei leader della corrente di base della Dc. De Mita ha fatto crescere una generazione di politici, tra i quali c’ero anche io nella direzione dell’85-86. In quella stessa direzione c’era Sergio Mattarella, commissario della Dc a Palermo, Pierluigi Castagnetti segretario per l’Emilia Romagna, Giuseppe Matulli per la Toscana ed io per la Lombardia. De Mita, rimasto segretario per 7 anni, è stato un segretario di qualità, capace di porre questioni politiche rilevanti soprattutto sul tema delle istituzioni”.

Chi possa essere oggi il modello politico che incarna una così grande passione: “Uno che a 94 muore come sindaco di Nusco vuole dire che ha vissuto tutta la sua esistenza al servizio della politica. Io penso che i giovani dovrebbero essere ispirati da tanta dedizione. Quando poi si protesta non si mette in conto che la passione deve venire prima”. Sui leader di oggi, un commento su Draghi. Tabacci: “Un leader di una qualità straordinaria che può alzare il telefono e parlare con tutti gli uomini più importanti del pianeta. Sempre da una posizione di grande autorevolezza”. L’invito: “Che l’Italia si tenga ben stretto un leader di siffatte qualità anche dopo il 2023 se non vorrà correre dei brutti rischi”.

A chi dice che Draghi sia un tecnico: “Un politico finissimo, che ha guidato per 8 anni la BCE”. Il confronto dunque con i partiti rispetto a chi arriva da fuori: “Se non vogliono diventare soltanto il participio passato del verbo partire, i partiti devono essere ancorati alla base della gente. La Dc aveva milioni e milioni di iscritti. Questi partiti di oggi dove sono collocati? Si tratta di partiti nati sull’imprinting di una leadership, che così come sono esplose sono anche andate implodendo. Il caso Lega, ad esempio”.

I temi della discussione virano inevitabilmente sulla guerra e sull’invio di armi. “Le armi offensive – spiega Tabacci – sono solo quelle dell’invasore. Le altre sono difensive. Chi è oggetto dell’invasione, difende il suo territorio, la sua famiglia, la sua gente. Se non avessimo ricevuto le armi dagli angloamericani dove saremmo finiti? Al di sopra di una certa linea”.

Ma a preoccupare c’è anche il fronte energetico della guerra. Abbiamo infatti necessità di autonomia energetica. Tabacci su Draghi: “Sostiene che ci sia bisogno di un ulteriore Next Generation EU dedicato all’energia. Ci sono fondi, non pienamente utilizzati nella prima Next Generation, per quasi 230 miliardi. E quindi concentrarli sul tema europeo dell’energia”. Sull’embargo al petrolio russo: “Segnale che l’Europa è unita, superando persino il potere di veto di Orban. Il petrolio che arriva attraverso il mare verrà bloccato al 90 percento”.

Sull’assetto geopolitico odierno, alla luce dell’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato: “Oggi Putin è diventato il principale sostenitore della Nato, che si allarga in conseguenza dell’azione che lui ha compiuto. Attaccando l’Ucraina, con un popolo votato all’eroismo, Putin ha sbagliato i conti. Ha sottovalutato l’Europa e sopravvalutato la sua forza. Ha sottovalutato la forza degli ucraini”. Sui trascorsi bellici: “Aveva provato a far tacere 4 milioni di georgiani. Adesso ha provato a far tacere 44 milioni di ucraini. La differenza è tutta qui”. Sul processo associativo da parte dell’Europa: “Penso che a differenza di quanto dice Macron si tratta di un processo che avverrà sicuramente prima di 15 anni. L’Italia è impegnata in questo processo di adesione dell’Ucraina”.

Si conclude a proposito del voto referendario sulla giustizia. Tabacci: “Andrò a votare ma non per questi quesiti. È un compito del Parlamento. E il fatto che il parlamento non l’abbia ottemperato nel corso di questi anni è un fatto molto grave. Quesiti così complicati non possono essere rivolti da un voto popolare: dalle porte girevoli al numero delle firme per la candidatura al Csm, oppure sull’incandidabilità o l’ineligibilità, o ancora la legge Severino. È difficile già intervenire con un piano strategico su un provvedimento legislativo. Allora lo chiediamo agli italiani ma non è come chiedere se si vuole bene alla mamma”.

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