Politica - 27 Settembre 2022

Stefania Craxi: “Sì al presidenzialismo. Vogliamo un’Europa più democratica e vicina ai cittadini”

Ospite del Riformista Tv, intervistata da Aldo Torchiaro, Stefania Craxi, eletta con Forza Italia a Gela, che racconta del suo percorso politico e della campagna elettorale appena conclusasi.

“La mia prima campagna elettorale l’ho affrontata a dieci anni. Per me quest’ultima campagna è stata molto entusiasmante nonostante sia stata portata avanti in una realtà non facile, in Sicilia, a Gela, in provincia di Caltanissetta. Spero che grazie a queste elezioni si ritorni ad una meccanismo democratico, al voto dei cittadini, cittadini che hanno affidato al centrodestra la responsabilità di formare un governo in questo momento complicato, non solo per il nostro Paese ma a livello internazionale”.

“Come mai è proprio il Centrodestra a valorizzare per primo una donna in posizione di vertice?”, chiede Aldo Torchiaro

“In questi anni è sempre successo – risponde Stefania Craxi -. Se lei pensa che la presidente del Senato è stata una donna, a livello europeo anche, se lei pensa nel Ppe sono state sempre valorizzate le donne. Questo è stato fatto sempre in maniera naturale senza pensare o stabilire delle quote. Giorgia Meloni poi se l’è conquistata sul campo”.

“Parlando di esteri – interviene Torchiaro – tu sei stata presidente della commissione esteri. Con il nuovo governo cambieranno le posizioni del nostro Paese verso gli alleati in Europa e verso gli Stati Uniti?”

“Non è vero che non cambierà la posizione dell’Italia – ribatte Stefania Craxi. – La nostra lealtà nei confronti degli Stati Uniti d’America fino ad ora ci ha impedito di dire apertamente quando gli alleati sbagliano – se sbagliano – una posizione europeista critica della ragione, vogliamo un’Europa migliore dove le nazioni possano difendere gli interessi nazionali. Un Europa più democratica, vicina ai cittadini, le cui scelte non siano in mano a burocrati che non fanno gli interessi dei cittadini. E’ una posizione saldamente europea ma anche euro-critica. Sfido chiunque a dire che l’Europa, figlia di una gerarchia di potenza e di un’asse franco-tedesco abbia funzionato. Quindi cercheremo di migliorare quello che non funziona. Siamo un’Italia che vuole stare in Europa difendendo anche i suoi interessi, siamo un’Italia che sta in Europa chiedendo a gran voce che si cambi il meccanismo di decisione europea che non funziona. La nostra sarà una posizione euro-critica. Quanto al conflitto Russia-Ucraina continueremo a sostenere la resistenza ucraina, a fare le sanzioni – che stanno funzionando, stanno piegando l’economia russa – dopodiché noi ci troveremo di fronte ad uno scontro epocale tra superpotenze: da una parte ci sarà l’Occidente con le sue democrazie occidentali, che per quanto zoppicanti ci hanno consegnato un mondo libero. Ed è una scelta che l’Italia ha fatto sempre. Anzi se mi consenti in Italia questa scelta l’hanno fatta i partiti del pentapartito. Non l’hanno fatta i Comunisti che quella volta stavano con una potenza militare nemica dell’Italia. Questo governo sceglierà ancora una volta l’Occidente.

Aldo Torchiaro: “Quando parliamo di diritti delle donne non possiamo non parlare di Iran, che si è infiammato con le proteste in piazza delle donne sul velo a causa di veri e propri killeraggi a opera della polizia. Un tema tanto caldo quanto ignorato, non entra nelle agende mediatiche e politiche, come mai?”.

Stefania Craxi: “Diciamo che sia la politica che i media italiani hanno il difetto di essere un po’ provinciali. Noi saremo sempre dalla parte dei diritti, speriamo che questa protesta non venga affogata nel sangue, speriamo che le donne iraniane riescano a farsi valere e che quel paese diventi più democratico e rispettoso dei diritti umani”.

Aldo Torchiaro: “L’Iran da una parte sta fornendo un supporto militare alla Russia di Putin, dall’altro è tra i principali produttori di petrolio e noi dal punto di vista delle risorse energetiche abbiamo un problema. Lo dico perché proprio a Gela nel collegio dove è stata eletta Stefania Craxi arriva il gasdotto libico che è un’infrastruttura strategica fondamentale, perché?”.

Stefania Craxi: “La Sicilia è un hub energetico perché arrivano in Sicilia le due più importanti interconnessioni energetiche che sono quella che arriva dalla Tunisia fino a Mazara del Vallo e quella dal Mar di Wafa fino a Gela. Purtroppo non lo è a pieno perché poi queste infrastrutture servono tutto il paese perché negli anni il fronte del no ha impedito un ulteriore sviluppo per esempio sono state bloccate le nuove ricerche fatte in mezzo al mare di nuovi giacimenti di gas. Queste saranno tutte cose che il nuovo governo dovrà sbloccare e far riprendere perché noi abbiamo bisogno di gas prodotto internamente e di gas acquistato in paesi che non siano la Russia. Soprattutto abbiamo bisogno di diversificare il nostro approvvigionamento energetico”.

Aldo Torchiaro: “Per fare tutto questo ci sarà bisogno di prendere decisioni importanti e comunque di un assetto istituzionale dello Stato decidente. Questa maggioranza ha una grande idea in mente, la grande riforma delle istituzioni italiane, una riforma costituzionale che può portare il paese verso il presidenzialismo”.

Stefania Craxi: “La grande riforma non è un’idea nuova, io mi ricordo che Craxi la pone sul tavolo del sistema politico nel 1979 e quello era il momento di farlo. Infatti il sistema politico arriva all’appuntamento con la storia in ritardo. E’ evidente che se non si interverrà prima di tutto su un sistema di governo, sul meccanismo di formazione delle leggi, tutte le altre riforme saranno impossibili e sarà difficilissimo governare il paese. Noi abbiamo chiesto un voto per la governabilità, per la stabilità del sistema. Il presidenzialismo è una battaglia che nasce da lontano e che io sposo in pieno. Io ho anche fatto una proposta di metodo, prima un referendum per sottoporre i cittadini a una scelta sulla forma di governo, che è una scelta molto importante e molto simile a quella che i cittadini italiani fecero nel 1948, poi a seguire per me la strada maestra è quella di un’assemblea costituente che a seguito della decisione dei cittadini possa mettere mano alla seconda parte della costituzione. Però abbiamo di fronte una sinistra che ancora si attarda a dire che la costituzione non si tocca”.

Aldo Torchiaro: “Un percorso importante di scelte solenni, di momenti anche di verifica e di riscontro pubblico importanti senza paura di andare nelle piazze, di sostenere una campagna referendaria su questo”.

Stefania Craxi: “E’ una scelta importante, abbiamo fatto tanti referendum anche inutili, forse troppi, che hanno allontanato i cittadini però che loro scelgano quale sia il sistema di governo che preferiscono credo sia una scelta importante e meriterebbe una campagna referendaria seria”.

Aldo Torchiaro: “Siamo andati a vedere cosa succedeva nella storia socialista del settembre del 1992 e lo abbiamo fatto grazie all’archivio fotografico della Fondazione Craxi. Siamo nell’Internazionale socialista, c’è Bettino Craxi con i grandi leader di allora e c’è un pezzo della sinistra italiana, c’è Fassino e Achille Occhetto. Che frangente era? Era l’ammissione dei Comunisti italiani?”.

Stefania Craxi: “Craxi in quel frangente fece ammettere i comunisti italiani nell’Internazionale socialista, io lo considero un suo grande errore politico anche perché il giorno dopo tornarono in Italia e cominciarono a sputargli addosso. Un tragico errore anche da parte di quella sinistra che non ha mai compiuto a pieno quella svolta socialdemocratica e infatti è ridotta come la vediamo oggi”.

Aldo Torchiaro: “Cosa troviamo nella Fondazione Craxi?”.

Stefania Craxi: “Intanto tutto l’archivio di via del Corso che era la sede storica del Partito socialista italiano che noi abbiamo riorganizzato e digitalizzato, un patrimonio enorme sia di video che di fotografie e anche di tutta la parte pubblicistica del partito. Quindi abbiamo carte, immagini che ricostruiscono una storia e la nostra grande battaglia è restituire quella storia alla storia positiva del paese e soprattutto sottrarla alla mistificazione che si è cercato di farne”.

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