Scuola, Rosa e Federica insegnanti precarie: “Sfavorite dai nuovi concorsi”

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Freud sosteneva che esistessero tre mestieri “Impossibili”: governare, insegnare e psicanalizzare. Qui in Italia, con la psicanalisi messa nel dimenticatoio e con una classe politica di maggioranza composta in parte da giovani sulla trentina, diventare insegnanti di ruolo sembra ormai un’ambizione più irraggiungibile delle altre. Se infatti la Ministra dell’istruzione Lucia Azzolina non ha ancora spento quaranta candeline, sono moltissimi gli/le insegnanti trentenni e quarantenni ancora stretti nella morsa del precariato. Con i concorsi banditi questa estate e previsti, Covid permettendo, in autunno, il Ministero ha promesso di risolvere, finalmente, l’annosa questione del precariato nella scuola, ma non mancano polemiche e critiche mirate ad un sistema di formazione e reclutamento del personale docente che nell’ultimo decennio ha subito dolorosamente il colpo del susseguirsi di riforme confuse e contraddittorie, che hanno ottenuto il risultato poco lusinghiero di consolidare il precariato piuttosto che di combatterlo, e di abbandonare a se stessi migliaia di neolaureati, privati per molti anni della possibilità stessa di ottenere in qualsivoglia maniera la tanto agognata abilitazione all’insegnamento.

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