La Contro-Rassegna - 13 Giugno 2022

Referendum, Prado su informazione: “Un flop? Sono i giornali che hanno maltrattato lo strumento di democrazia diretta”

All’indomani del voto referendario, per la contro-rassegna su Riformista Tv Iuri Maria Prado parla della parola “Flop” che ricorre oggi sui giornali.
Nell’assistere alla reiterazione della dicitura, a Prado è venuta a lora in mente la pubblicazione di Giuseppe Renzi dell’inizio dello scorso secolo, intitolata “La democrazia diretta”, in particolare sulla funzione dell’informazione in riferimento alla questione referendaria.

Dal testo: “Tutto il popolo viene, mediante il referendum, chiamato a pronunciarsi intorno a una misura legislativa. La legge non si compie più lontano dal cittadino, nelle chiuse aule delle assemblee. I giornali fanno un’attiva campagna e richiamano vivissimamente l’attenzione popolare sull’oggetto che si deve votare. La stessa larghezza di informazioni e di agitazione che noi vediamo prodursi in tempo di elezioni, intorno ai canditati, partiti etc…, e che non permette al cittadino di non venirsi assorbito pure nei suoi negozi privati di non essere richiamato a quell’episodio politico, avviene nei paesi di democrazia diretta in caso di referendum. In particolare intorno alla questione su cui si tratta di votare, ossia intorno alla legge medesima. Mediante il referendum il popolo viene reso consapevole di tutti i principi di una certa importanza introdotti nella legislazione”.

“Secondo Renzi – spiega Prado – ciò accadeva grazie al sistema dell’informazione che avvicina le cose dei movimenti politici, le possibili riforme, all’intendimento e all’attiva partecipazione dei cittadini”. Il confronto con l’attualità: “Poveretto Renzi. Non sapeva che nel paese dal quale era fuggito – viveva in Svizzera – lo strumento referendario, seppur presente, sarebbe stato trattato e maltrattato proprio dai giornali. Come abbiamo visto anche ieri e nelle settimane precedenti”.

Prosegue: “Renzi in quelle pagine oppone il sistema della democrazia diretta a quello di carattere rappresentativo, non per odio rispetto al sistema parlamentare ma perché ne descrive e soffre i difetti”.
Ritorna infine sulla pubblicazione di Renzi: “Questo libricino si chiude con una nota amara ma vera”. Dal testo a proposito di parlamentarismo: “La differenza è questa. Mentre noi teniamo al Parlamento come uno stromento di libertà e controllo sul potere esecutivo, le classi conservatrici, le quali se il Parlamento non servisse a questo lo condannerebbero assai volentieri in modo definitivo, ci tengono invece per tutt’altri motivi. Noi teniamo al sistema parlamentare per quello che questo sistema rappresenta di intrinsecamente buono. Le classi conservatrici vi tengono appunto per quello che costituisce il complesso dei difetti del sistema medesimo”.

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