La Contro-Rassegna - 29 Agosto 2022

Proibizionismo, Prado: “Caro Nordio, le leggi sulla droga sono la causa principale dell’ inciviltà carceraria”

“Oggi Libero intervista Carlo Nordio, candidato di centro destra Credo di Fratelli d’Italia, possibile futuro ministro della Giustizia, se il centrodestra vincerà le elezioni, e svolge una serie di considerazioni, per lo più quando non senz’altro condivisibili in tema di giustizia: la sua concezione della pena e la necessità di rimodulare l’interventismo penale, la necessità di contenerlo, eccetera. Tutte cose, ripetiamo, senz’altro condivisibili, espresse da persona senz’altro degnissima.

Finché non s’incaglia in una domanda che gli fa l’intervistatore Fausto Carioti e la domanda è questa, dice: “Il consumo e il possesso di droghe leggere sono reati minori?”, gli dice l’intervistatore. Lei è liberale e molti liberali chiedono la liberalizzazione di queste sostanze. Ora, questa confusione tra liberalizzazione, legalizzazione dopo 30, 40, 50 anni…Dovrebbe forse essere evitata questa distinzione? Liberalizzazione, legalizzazione, dopo tutto questo tempo dovrebbe appartenere al patrimonio comune. Invece evidentemente purtroppo non è ancora così.

La risposta che rende Carlo Nordio è, diciamo, interessante perché cosa risponde? “Di recente – dice Nordio – ho assistito a un esame condotto da un grande neurologo dove si vedevano le alterazioni dell’encefalo a seguito dell’assunzione di una sola dose di hashish. Le droghe cosiddette leggere non sono solo dannose per il cervello, prosegue Nordio, ma costituiscono il primo passo verso l’assunzione di quelle pesanti”.

Ecco, se uno avesse i capelli lo dico, con tutto il rispetto dovuto a una persona senz’altro abilissima, se uno avesse i capelli si metterebbe le mani nei capelli ascoltando queste cose. Perché l’argomento farebbe, come dire, il paio con quello secondo cui chi assume, chi inala colla, denuncia verosimilmente delle alterazioni chimico fisiche organiche. Allora bisognerebbe vietare la vendita di colla al supermercato? O dal ferramenta. Poiché un cavalcavia può essere adoperato da qualcuno per tirare i sassi alle macchine che passano sotto. Allora chiudiamo i cavalcavia?

E via di questo passo. Perché se la soluzione politica è quella proibizionista, ebbene il risultato è l’assurdo cui si perviene. Ma se si trattasse soltanto di assurdo politico, di assurdo logico sarebbe poco. In realtà è un altro il profilo che Nordio – e chi la pensa come lui – non può accantonare. Ed è per questo che una buona quota del cosiddetto sovraffollamento carcerario è determinato dalla presenza di persone, di individui responsabili più o meno direttamente di reati connessi, più o meno direttamente all’uso, alla detenzione, allo spaccio di cosiddette droghe. Voler intervenire sulla malformazione del sistema penale carcerario, senza intervenire sulla legislazione proibizionista che lo determina quel problema, significa semplicemente mettere la testa sotto la sabbia”.

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