News - 4 Maggio 2021

L’intervento di Giachetti alla Camera sul ‘caso Morra’

l ‘caso Morra’, le liste degli impresentabili stilate dall’Antimafia, l’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini e, infine, la ‘sconvenienza’ di alcune parole pronunciate in Aula e il garantismo. A sollevare la questione, che direttamente e indirettamente intreccia tutte queste vicende, il deputato romano di Italia Viva Roberto Giachetti.

Sempre attento ai principi garantisti, il parlamentare chiede di poter parlare in base all’articolo 59 del Regolamento, che disciplina i casi di parole “sconvenienti” pronunciate durante un intervento in Aula. Secondo Giachetti l’episodio sarebbe avvenuto ad inizio seduta pomeridiana, nel dibattito sulla questione delle dimissioni da presidente dell’Antimafia di Nicola Morra, le cui parole su Jole Santelli e la Calabria hanno suscitato sdegno.

Nel dibattito precedente era intervenuto il capogruppo M5s in Antimafia, Davide Aiello, secondo il quale la vera questione è il rapporto tra politica e mafia (e non le dimissioni di Morra), ricordando che Tallini, esponente di Forza Italia, era stato dichiarato ‘impresentabile’ dall’Antimafia. L’esponente di Italia Viva, con quasi tre decenni di militanza radicale alle spalle, non ci ha visto più. L’intervento in aula è iniziato in sordina, con un incipit rispettoso. Giachetti ha avvertito l’esigenza di esecrare parole “non certo maleducate, ma forse sconvenienti, perché lui ha sottolineato che si tratta di accuse nei confronti di Tallini da verificare ma tutto il suo intervento era calibrato sul fatto che l’arresto di Tallini sia di fatto una condanna già avvenuta. Non ho intenzione di aggredire nessuno, ma forse meglio riflettere. Anche sul fatto della parola ‘impresentabile’ usata dall’Antimafia, parola che presuppone che sia già una sorta di condanna”. Ed è a questo punto che Giachetti perde le staffe.

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