News - 29 Aprile 2021

In Siria contro l’Isis, si difendono gli italiani considerati dalla Procura “Socialmente pericolosi”

“Veniamo accusati di essere socialmente pericolosi per il nostro impegno politico, per quello in cui crediamo, per le nostre idee”. Così Jacopo Bindi, uno degli italiani (con Maria Edgarda Marcucci e Paolo Andolina) che hanno combattuto l’Isis in Siria con i curdi ritenuti dalla Procura di Torino “socialmente pericolosi” a margine dell’ultima udienza per l’applicazione della “sorveglianza speciale”. “Le tante persone che sono venute in udienza a sostenerci dimostrano che nella società italiana non veniamo percepiti pericolosi noi ma l’azione di questo tipo di magistratura e polizia”, ha continuato Bindi. “Visti gli elementi prodotti sono convinto che non si possa applicare nessuna misura di prevenzione”, ha aggiunto l’avvocato Claudio Novaro

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