Esteri - 18 Aprile 2022

Il video del soldato britannico prigioniero dei russi: “Signor Boris Johnson scambiateci con Medvedchuk”

“Signor Boris Johnson, sono Sean Pinner. Sono successe molte cose nelle ultime 5 o 6 settimane, non sono del tutto aggiornato con gli ultimi eventi. Per quel che so Viktor Medvedchuk è in custodia, e Aiden Aslin e io vorremmo essere scambiati con lui. Le saremmo grati per il suo aiuto se agevolasse il nostro scambio con Medvedchuk”. E’ il messaggio che lanciano, attraverso la tv pubblica russa, due prigionieri britannici, ex soldati, che da settimane combattevano con l’esercito ucraino.

I due sono stati fatti prigionieri nei giorni scorsi dalle forze russe e adesso lanciano un appello all’Ucraina e alla Gran Bretagna, chiedendo di agevolare uno scambio per la loro liberazione rilasciando il politico e oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk, arrestato dall’intelligence di Kiev nei giorni scorsi, dopo che a febbraio era fuggito dagli arresti domiciliari comminatigli con l’accusa di alto tradimento. Precedentemente la moglie di Medvedchuk, Oksana Marchenko, aveva lanciato un appello alle famiglie e agli amici dei britannici catturati per chiedere a Johnson di scambiarli con il marito: nel messaggio mandato in onda in tv Aslin ha detto che è importante che Johnson la ascolti.

Pinner assicura che viene trattato bene dai russi. In precedenza Pinner aveva detto: “Sono stato catturato a Mariupol, faccio parte della 36a Brigata Primo Battaglione Marines ucraini. Ho combattuto a Mariupol per cinque-sei settimane e ora sono nella Repubblica popolare di Donetsk”.

In un comunicato rilasciato dal Foreign, Commonwealth & Development Office (Fcdo), la famiglia di Shaun Pinner ha spiegato come questi sia stato coinvolto nella difesa dell’Ucraina, considerata come “il suo Paese di adozione”. “Shaun era un soldato rispettato all’interno dell’esercito britannico in servizio nel Royal Anglian Regiment per molti anni. Ha servito in molte operazioni, tra cui l’Irlanda del Nord e con le Nazioni Unite in Bosnia”, si legge nella nota.

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