Cronaca - 29 Aprile 2022

Borselli: “La triste vicenda di Arianna Manzo, 17 anni per riconoscere un errore palese. Ma di quale giustizia parliamo?”

Voglio partire dalla sentenza della Cedu che condanna la lentezza della giustizia italiana per arrivare ad un fatto di cronaca, quello di Arianna Manzo, una ragazza oggi 17enne, che all’età di pochi mesi è stata portata in ospedale e le è stato somministrato per 15 giorni consecutivi un farmaco che si dice oggi venga impiegato negli Stati Uniti che posta alla morte.

A causa di questo farmaco Arianna è tetraplegica, ipovedente e sorda. Ci sono voluti nove anni per arrivare alla sentenza di primo grado e 17 per arrivare a quella definitiva con un risarcimento dovuto alla famiglia che si è dovuta fare carico di una ragazza che deve essere assistita 24 ore su 24.

Gli stessi genitori hanno detto che hanno ovviamente impiegato tutto ciò che era a loro disposizione per rendere dignitosa la vita di Arianna e finalmente la giustizia si è accorta che forse è il momento di mettere mano al portafoglio e pagare.

Ora se da un lato tiriamo un sospiro di sollievo anche nei confronti di questa famiglia che potrà contare su un supporto esterno per rendere la vita di Arianna più dignitosa, dall’altro lato però puntiamo il dito su questa lentezza di una giustizia su cui non ci sentiamo di affidarci, perché quando noi abbiamo la necessità di aspettare 17 anni che ci venga riconosciuto un errore palese, ma di quale giustizia parliamo?

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