Sotto Torchio - 13 Aprile 2022

Guerra, Nirenstein: “Israele sta accogliendo moltissimi ucraini e molti russi”

Ospite della rubrica di approfondimento Sotto Torchio condotta da Aldo Torchiaro su Riformista Tv, oggi in studio l’editorialista de Il Giornale Fiamma Nirenstein.

Subito, un focus sull’evoluzione del conflitto in Ucraina e la scoperta di nuove stragi di civili. “Il punto di vista di una persona di base a Gerusalemme – espone Nirenstein – è la volontà di Israele di presentarsi come possibile mediatore tra le due parti. Zelensky è adorato dagli israeliani. È un ebreo che descrive la propria condizione umana con moltissimi riferimenti propri ed impropri alla Shoah”.
Proprio sui riferimenti alla shoah da parte del presidente ucraino, Nirenstein afferma: “I riferimenti a quella tragedia sono del tutto inopportuni, sbagliati dai punti di vista storico e morale”.

“Sull’altra parte – i russi – il governo d’Israele, sebbene non sia in una posizione di equilibrio, è impegnato nel non dichiarare che quelli commessi da Putin siano crimini di guerra”. Poi sugli aiuti all’Ucraina: “Il governo comunque parla di atrocità e di stragi, non lesinando né parole e né fatti. Il governo in Ucraina ha aperto l’unico ospedale da campo autentico. Sono andati lì membri dell’esecutivo per offrire il proprio aiuto. In generale, è attiva tutta la macchina dell’accoglienza”.

Sulla possibilità di una mediazione di matrice israeliana, così la giornalista: “Può funzionare anche se Israele è il migliore amico degli Stati Uniti”. A proposito poi degli equilibri geopolitico e militare in medio-oriente prosegue Nirenstein: “Israele bombarda le facilities iraniane e degli hezbollah in Siria, dove la Russia è alleata di Assad. Dunque, se la Russia spara i propri missili contro gli F15 ed F16 che vanno lì a bombardare le postazioni, Israele si trova in pericolo di vita”. Al netto delle considerazioni “Israele sente che deve stare cauta. Tale cautela è ciò che gli fornisce la patente di mediatore”.
L’intervista prosegue a proposito della durata del conflitto russo-ucraino: “La guerra durerà a lungo se non si trovano delle soluzioni diplomatiche. Purtroppo qui non disponiamo di un Kissinger. Al contrario, gli Stati Uniti non sembrano in grado di gestire una soluzione di questo genere. Di contro, abbiamo un dittatore che sta perseguendo i suoi interessi senza nessun limite e vergogna. Biden è troppo debole. E Putin non avrebbe fatto ciò se non ci fosse stato lo spettacolo dell’Afghanistan”.

Si ritorna sull’attualità israeliana, con la cronaca degli attentati a Tel Aviv nel quartiere di Dizengoff degli ultimi giorni. “Dizengoff è il teatro dell’ambizione di Israele ad essere un paese normale, una democrazia fiorente senza disuguaglianze tra sessi o culture. Ad un tratto, davanti a dei ragazzi intenti a bere una birretta, uno studente – riflette Nirenstein – un ragazzo cresciuto all’ombra di quella civiltà borghese e liberale si avvicina col mitra facendo fuoco, uccidendo 3 persone e ferendone una quindicina”.

Israele è terra di accoglienza. E nel tempo ha accolto numerosi russi. “C’è la previsione di accogliere moltissimi ucraini e molti russi. Se Israele non sostiene Putin, come già non lo sostiene, allora Putin potrebbe essere un po’ seccato con gli ebrei”.
Infine, c’è il tempo per trattare dell’ultima pubblicazione della giornalista “Jewish lives matter” – La vita degli ebrei conta – che sarà presentata il prossimo 21 aprile alle 18 presso la Camera.

Abbonamenti

Sfoglia, scarica e leggi l'edizione digitale del quotidiano(PDF) su PC, tablet o smartphone.

ABBONATI SUBITO