Covid e carceri, il caso della cella 55 a Poggioreale: 14 detenuti in una stanza

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Il primo detenuto positivo al coronavirus in un carcere campano viene tracciato nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere il 5 aprile, pieno lockdown. Un uomo che da oltre una settimana – denunciava la famiglia – soffre i sintomi del covid. Il giorno stesso 150 detenuti si barricano in una delle sezioni dell’istituto; il giorno dopo decine di ristretti, familiari e associazioni che lavorano nel carcere denunciano la presunta irruzione violenta nel reparto Nilo da parte di alcuni agenti. I primi di giugno protestano anche gli agenti di polizia penitenziaria. L’emergenza covid ha inasprito le criticità - già gravi - del sistema carceri. E ha innescato paure e tensioni che si sono riverberate in diverse occasioni negli istituti di tutto il Paese. E che non è detto non possano tornare a verificarsi qualora il trend dei contagi dovesse crescere in maniera preoccupante dopo l’estate.

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