Napoli - 1 Dicembre 2021

Blitz nel Bronx di Napoli Est contro clan Silenzio: la vendetta del boss dopo il tradimento

L’ha fatta inginocchiare, poi ha sparato cinque volte, colpendola prima al petto, poi, con ben tre proiettili, alla testa. Uccisa, giustiziata davanti a tutti per vendetta, per lavare con il sangue l’onore di uomo tradito dalla moglie (che poi lo ha lasciato) mentre era in carcere. E poco importa se la vittima, Annamaria Palmieri, detta Nino D’Angelo (per la somiglianza al cantante napoletano) o anche ‘a Masculona (per i suoi atteggiamenti maschili, ndr), stesse portando da mangiare proprio al figlio di chi, di lì a poco, l’avrebbe barbaramente ammazzata.

Le corna, o presunte tali, superano tutto. E così Franco Silenzio, 46 anni, scarcerato da appena un mese, la sera del 22 gennaio 2018 consumò la sua vendetta contro il clan alleato, quello dei Formicola di San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli. Si presentò intorno alle 20 nel “Bronx” insieme a un gruppo di fidati collaboratori. Voleva cacciare dalle case popolari i familiari della moglie, Assunta Formicola, figlia del boss Ciro (detenuto da anni). Minacciò casa per casa i parenti acquisiti, poi approfittò del rientro in via Taverna del Ferro di “Nino D’Angelo”, la trascinò per le scale fino in strada e la giustiziò davanti a tutti.A distanza di quasi quattro anni le indagini della Squadra Mobile di Napoli (sezione criminalità organizzata guidata dal vice questore Andrea Olivadese), coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno fatto luce sul brutale omicidio e sui traffici illeciti del clan Silenzio. Una indagine, portata avanti con attività investigativa, intercettazioni e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (quest’ultimi hanno di fatto confermato un movente già noto sin dalle ore successive all’omicidio Palmieri) culminata nelle scorse ore con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Chiara Bardi, nei confronti di 26 persone, ritenute gravemente indiziate di partecipazione ad associazione per delinquere di tipo mafioso e di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché, per alcuni di essi, dei delitti di omicidio, detenzione e porto di armi da sparo, ed estorsione.

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