In edicola - 14 Marzo 2022

Azzaro: “Il Riformista non è mai stato filo-Putin, ha sempre ospitato molteplici posizioni”

Le anticipazioni del giornale in edicola domani raccontate da Angela Azzaro, vicedirettrice de Il Riformista: “Come nei giorni scorsi Il Riformista è dedicato alla guerra in Ucraina. Il titolo principale è: ‘Pacifisti, interventisti marciamo insieme su Kiev’. Un articolo di Luca Casarini che fa una proposta e dice ‘invece che dividerci e attaccare le posizioni pacifiste’, si rivolge agli opinionisti, ‘convocate voi una grande manifestazione di pace. Andiamo insieme a Kiev, andiamo insieme con i nostri corpi e chiediamo insieme la fine della guerra’. E’ una proposta molto bella anche perché rompe questi schieramenti che si stanno creando.

Fra gli articoli che trovate in prima pagina c’è quello del direttore Sansonetti che risponde al Corriere della Sera che ha ridotto la posizione così complessa e articolata de Il Riformista a una posizione filo-Putin. Il Riformista non lo è assolutamente, in queste settimane ha ospitato posizioni diversissime e le ha messe insieme ma non è mai stato filo Putin. Il Corriere parla di ‘fronte interno’ e, come dice Sansonetti, quando si parla di ‘fronte interno’ per raccontare il pacifismo vuol dire che siamo già in un clima di guerra. In un clima in cui la posizione diversa viene considerata un ‘fronte’, come in guerra quando si combatte e si sta su fronti opposti. Ma non siamo su fronti opposti e la proposta di Casarini rompe proprio questo schema.

In prima pagina, oltre alla cronaca, troverete anche una posizione come quella della Chiesa di Monsignor Paglia, secondo cui l’unica arma che possiamo dare è quella della politica. Poi troverete anche Biagio de Giovanni, una nostra firma di primo piano, che contesta invece il titolo di sabato de Il Riformista che parlava di resa, metteva in campo una proposta che in tanti stanno facendo. Abbiamo sempre discusso anche in quella occasione e continuiamo a discutere.

Nelle pagine interne abbiamo un’intervista a Cassese, abbiamo la cronaca internazionale e italiana, quindi di tutto ci si può accusare fuor che di essere filo-Putin o di non aver dato conto di questa complessità. Ma in maniera consapevole, lo diciamo ogni volta, vogliamo rompere la polarizzazione che si sta creando. Non ci sono fronti opposti, vogliamo tutti la pace. Il problema è come arrivare a questa pace. C’è un fronte pacifista, definito così dal Corriere, che è un pensiero, una cultura politica che non crede nell’invio delle armi e su Il Riformista questa posizione è raccontata come sono raccontate tutte le altre. Ma per favore non dite che siamo filo-Putin. Quindi leggete un Riformista ricchissimo di interviste, reportage, informazioni, a partire da questa complessità”.

Buona lettura a tutt*

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