Napoli - 18 Maggio 2021

Appello a Borrelli: “Basta pregiudizi sui pregiudicati, confrontiamoci”

“Continua a chiamarmi ‘padre schifoso‘, personaggio ‘pregiudicato‘ ma sono stato in carcere tanti anni fa così come Salvatore Iodice, consigliere municipale dello stesso partito di Borelli”. Non le manda a dire Giuseppe Paternoster, 50 anni, che con il figlio Salvatore, 23 anni, presidente di una associazione (Giovani Promesse) attiva nel quartiere di Materdei, viene spesso aggredito (verbalmente) e insultato dal consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

Garantista con chi ritiene riabilitato e giustizialista con tutti gli altri che, dopo gli errori commessi in passato, hanno pagato la loro pena e sono ritornati in società con intenzioni diverse. Paternoster non il primo etichettato come “pregiudicato” da Borrelli. In precedenza è toccato anche all’attuale garante dei detenuti del comune di Napoli Pietro Ioia, definito in più occasioni “pluripregiudicato” per i suoi trascorsi in carcere (dove ha scontato 22 anni) nonché “garante della chiavicumma”, offesa questa costata un rinvio a giudizio.

“Non ho nulla contro Salvatore Iodice – precisa Paternoster – anzi è uno dei tanti modelli positivi che abbiamo dopo un passato difficile ma non credo si giusto attaccare me ed altre persone per gli errori fatti in passato quando all’interno del proprio partito, Europa Verde, c’è un caso analogo”. Iodice dopo un breve periodo in carcere è diventato un punto di riferimento e di legalità con la sua Miniera ai Quartieri Spagnoli.

Le divergenze e le offese gratuite sono nate dopo un video- denuncia relativo a un basso affittato dalla famiglia di Borrelli a un gruppo di cingalesi in vico Solitaria al Pallonetto a Santa Lucia. Un episodio avvenuto nel maggio 2020. “Feci il video per denunciare lo stato di abbandono e degrado in cui vivevano quelle persone che erano più delle quattro denunciate” spiega Salvatore. “Arrivò anche la polizia e dopo qualche tempo in quel box adibito ad abitazione non c’era più nessuno. Ho fatto semplicemente quello che fa lui. Anche io sono un attivista, un blogger. Non ho capito perché devo essere offeso e attaccato da Borrelli per il passato di mio padre”.

Poi l’appello a un confronto: “Lui fa l’influencer o il politico? Oltre a sparare pregiudizi su Facebook, Borrelli in qualità di consigliere regionale dovrebbe risolvere i problemi nei tavoli istituzionali e non soltanto facendo dei video sui social”.

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