La Contro-Rassegna - 8 Agosto 2022

Aborto e suicidio assistito, Prado: “Caro Ferrara, va bene impegno opposto dello Stato ma che fine fa la libertà di scelta?”

Per la Contro-Rassegna Iuri Maria Prado esamina un articolo di Giuliano Ferrara su Il Foglio a proposito di questioni legate ad aborto, fine-vita ed eutanasia relativamente all’invito dello stesso giornalista al centrosinistra di offrire un seggio a Marco Cappato, notoriamente attivo su questi fronti.

Dall’articolo di Ferrara: “È precisamente come per l’aborto. Non voglio la galera per donne e medici ma l’interruzione volontaria di una gravidanza non è un diritto e l’interdizione etica a sbarazzarsi di un essere umano concepito deve essere sostenuta da un forte discorso pubblico antiabortista e da politiche pubbliche di aiuto e dissuasione”.

Il commento di Prado: “In questa impostazione, apparentemente legittima e congrua, c’è un vizio. A parte il riferimento alle politiche di dissuasione. In che senso dissuasione? Se dissuasione è informazione e sostegno affinché non ci si riduca necessariamente a quella scelta è un conto. Se dissuasione significa ciò che purtroppo spesso significa, ovvero la persona che vuole dare corso all’interruzione della gravidanza non trova la possibilità di farlo perché si trova rinfacciato fino a quattro volte il presunto diritto all’obiezione di coscienza, allora qualcosa non fila per il verso giusto”.

“A prescindere da questa piccola o forse grande sbavatura in quell’impostazione di Giuliana Ferrara – prosegue – c’è una domanda che è sempre inevasa. Ovvero, si faccia l’ipotesi che lo Stato, il potere pubblico e l’azione pubblica s’impegnino in maniera completa e soddisfacente a provvedere tutte le politiche di sostegno, di aiuto, di dissuasione ma salva quell’aberrazione. Ciò nonostante, la donna in questione ritenga per motivi suoi, si spera incensurabili, di non proseguire la gravidanza, in quel caso che cosa si fa?”.

Conclude: “Il punto è sempre e soltanto questo. Benissimo se c’è un’impostazione di segno antiabortista. Teoricamente legittimo. D’accordo che lo Stato s’impegna in ogni modo per offrire e garantire quei certi sostegni. Ma se tutto questo non ha effetto sulla scelta individuale della persona che in quel momento, per ragioni sue, ritiene di dover interrompere la gravidanza, che cosa si fa?”

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